Settimana 3/2026 Rassegna Stampa

A. Energy Law

A.1 DL Energia, Cartolarizzazione o spalma-incentivi, il bivio del DL Energia sulle bollette

L’approvazione del decreto-legge Energia-Bollette continua a slittare e il testo non è ancora approdato in Consiglio dei ministri. Il principale ostacolo resta la definizione delle coperture finanziarie, soprattutto per la riduzione degli oneri di sistema. In una nuova bozza emerge l’ipotesi di uno spalma-incentivi obbligatorio sul fotovoltaico. La misura riguarderebbe gli impianti sopra i 20 kW che beneficiano del Conto energia, con il dimezzamento delle tariffe premio nel 2026 e 2027. Le somme non erogate verrebbero restituite dal 2028 in dieci anni con interessi, consentendo un recupero stimato di circa 2,5 miliardi di euro l’anno. L’impostazione rappresenta un netto cambio di rotta rispetto alla bozza di dicembre, che prevedeva solo strumenti volontari come la cartolarizzazione e l’uscita anticipata dal Conto energia, e alimenta preoccupazioni per l’impatto sugli operatori e sulla stabilità del quadro regolatorio.

(Da QualEnergia.it, mercoledì 14 Gennaio)    

A.2 Misura ‘Facility Parco Agrisolare’, il nuovo bando PNRR prevede 789 milioni di euro d’incentivi

La Facility Parco Agrisolare è una nuova misura finanziata dal PNRR con 789 milioni di euro per incentivare l’installazione di impianti fotovoltaici sui tetti di fabbricati rurali, in continuità con i precedenti bandi Parco Agrisolare. Disciplinata da un decreto del Masaf del 17 dicembre 2025, punta a trasformare le strutture agricole, zootecniche e agroindustriali in siti di produzione di energia rinnovabile per l’autoconsumo, anche condiviso. Gli interventi riguardano il fotovoltaico in copertura su edifici strumentali, nel rispetto di requisiti ambientali e climatici. Le risorse sono ripartite tra produzione agricola primaria, imprese di trasformazione e attività collegate, con una quota minima del 40 per cento destinata ai progetti localizzati in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. I beneficiari includono imprenditori agricoli, cooperative, consorzi e forme aggregate. I contributi sono concessi in conto capitale e gestiti dal Gse, soggetto attuatore della misura. Il decreto richiama i vincoli PNRR, dal principio DNSH (non arrecare un danno significativo) alla tracciabilità finanziaria, oltre alle regole sugli aiuti di Stato. Il decreto definisce anche priorità trasversali che incidono sulla competizione tra proposte: viene data precedenza ai soggetti iscritti alla rete agricola di qualità e a chi non ha già beneficiato di precedenti finanziamenti collegati alla misura “Parco Agrisolare”. Le scadenze sono stringenti, con accordi da stipulare entro fine 2026 e progetti da completare entro 18 mesi dalla concessione.

(Da edilportale.it, lunedí 12 gennaio)

A.3 I D.Lgs. Market design elettrico e RAEE in Gazzetta

I due decreti entreranno in vigore dal 24 gennaio. Sulla Gazzetta Ufficiale del 9 gennaio 2026 sono stati pubblicati i decreti legislativi su Market design elettrico e Raee, che recepiscono rispettivamente le direttive Ue n. 2024/1711 e 2024/884 ed erano stati approvati in via definitiva dal Consiglio dei ministri il 22 dicembre. Entrambi i D.Lgs. sono datati 7 gennaio ed entreranno in vigore il 24. Come indicato da Palazzo Chigi in una nota, i due provvedimenti tengono conto, laddove previsti ed espressi, dei pareri delle competenti commissioni parlamentari, della Conferenza Stato-Regioni o dell’Unificata e del Consiglio di Stato. Per quanto riguarda il D.Lgs. Market design elettrico, n. 3/2026, la commissione Ambiente del Senato nel suo parere proponeva tra l’altro di rendere obbligatorie le tariffe a prezzo “dinamico” per la componente energia e di estendere l’obbligo della copertura dai rischi di prezzo sul mercato all’ingrosso anche agli operatori di minori dimensioni, quindi non più solo a quelli con più di 200.000 clienti come prevedeva la versione iniziale del D.Lgs. La commissione Attività produttive della Camera ha chiesto di prevedere la possibilità per i clienti finali di rivolgersi alle associazioni dei consumatori, per gestire reclami e controversie con i fornitori di energia. Quanto al D.Lgs. Raee, n. 2/2026, composto di 7 articoli, i pareri delle commissioni Ambiente di entrambi i rami del Parlamento hanno proposto tra l’altro di fissare un contributo minimo per lo smaltimento dei pannelli fotovoltaici “non incentivati” nell’attuale sistema di gestione del fine vita e introdurre una nuova categoria Aee per il fotovoltaico. I testi dei due D.Lgs. in Gazzetta Ufficiale. 

(Da QualEnergia.it, lunedì 12 gennaio)

A.4 Decreto energia “in Cdm nelle prossime settimane” 

Nel corso della conferenza stampa di inizio anno, la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha annunciato l’intenzione del Governo di portare nelle prossime settimane in Consiglio dei ministri un nuovo decreto volto a contenere i costi dell’energia, confermando l’abbassamento dei prezzi energetici come uno degli obiettivi prioritari per il 2026. La Premier ha inserito tale provvedimento in una programmazione economica fondata sull’incremento dell’occupazione, il sostegno agli investimenti e l’estensione del modello delle Zone economiche speciali all’intero territorio nazionale. Sul fronte energetico, Meloni ha ricordato gli ingenti stanziamenti già effettuati dall’esecutivo, richiamando in particolare l’ultimo decreto da tre miliardi di euro adottato circa sei mesi prima. Quanto alla crisi del settore automotive, la Presidente ha ricondotto le difficoltà industriali soprattutto a scelte operate a livello europeo, in particolare nell’ambito del Green Deal, che il Governo italiano sta cercando di rivedere in senso più pragmatico. In tal senso, ha rivendicato i risultati ottenuti a Bruxelles nel superare il blocco dei motori a combustione previsto per il 2035 e nella revisione dei target intermedi della transizione. Sul piano internazionale, la premier ha riaffermato l’attenzione dell’Italia al rispetto del diritto internazionale, senza entrare nel merito delle recenti tensioni con gli Stati Uniti, escludendo comunque un’escalation militare in Groenlandia e confermando la proiezione strategica dell’Italia attraverso un prossimo piano per l’Artico e lo svolgimento della Conferenza Italia-Africa in Etiopia nel quadro del Piano Mattei. 

(Da SQ, martedì 13 gennaio 2026)  


B. Varie

* Sport

B.1 Privato o pubblico? Il caso Fondazione Milano-Cortina 2026 tra “decreto Salva-Olimpiadi” e Consulta

Con la legge 8 agosto 2025, n. 119, di conversione del decreto-legge 30 giugno 2025, n. 96, il legislatore è nuovamente intervenuto sul quadro normativo relativo all’organizzazione dei Giochi olimpici e paralimpici invernali Milano-Cortina 2026. Il fulcro del dibattito giuridico, tuttavia, risiede nel precedente decreto-legge 11 giugno 2024, n. 76, con il quale la Fondazione Milano-Cortina 2026 è stata qualificata come ente di diritto privato, escludendone espressamente la natura di organismo di diritto pubblico. Tale qualificazione ha prodotto effetti rilevanti anche sul piano penale, determinando l’arresto delle indagini avviate dalla Procura di Milano in relazione a presunti affidamenti diretti irregolari, circostanza che ha portato la stampa a definire il provvedimento come “decreto Salva-Olimpiadi”. In questo contesto si inserisce l’ordinanza della G.I.P. di Milano, che ha sollevato questione di legittimità costituzionale dell’art. 11 del decreto, ritenuto idoneo a creare una zona di sostanziale immunità rispetto ai reati contro la pubblica amministrazione. Il conflitto tra la qualificazione privatistica dell’ente e i molteplici indici di natura pubblicistica incide direttamente sul regime dei controlli, della contrattazione e delle responsabilità. La questione coinvolge, inoltre, i principi costituzionali di uguaglianza, legalità e trasparenza, nonché il rispetto degli obblighi derivanti dal diritto dell’Unione europea. La decisione della Corte costituzionale è pertanto destinata ad assumere rilievo sistemico, incidendo non solo sull’organizzazione dei Giochi, ma anche sui futuri modelli istituzionali delle grandi manifestazioni pubbliche.

(Da Iusletter, lunedì 12 gennaio 2026)

* Edilizia

B.2 Vicinitas insufficiente per l’interesse a ricorrere contro i titoli edilizi

Il Tar Lombardia, con sentenza 19 dicembre 2025, n. 4202, ribadisce che, nell’impugnazione dei titoli edilizi, la vicinitas — ossia la prossimità dell’immobile rispetto all’intervento — non è di per sé sufficiente a determinare l’interesse a ricorrere. Perché l’azione sia ammissibile, il ricorrente deve dimostrare un pregiudizio specifico e concreto derivante dall’atto impugnato. L’interesse può essere desunto dall’insieme delle allegazioni contenute nel ricorso e precisato durante il processo, anche su sollecitazione del giudice o delle controparti. Ai fini dell’accertamento, rilevano non solo le violazioni delle distanze legali con l’immobile confinante, ma anche quelle rispetto a terze costruzioni, quando l’annullamento del titolo produca un effetto di ripristino utile per il ricorrente. La giurisprudenza conferma la distinzione tra legittimazione e interesse, e sottolinea che la vicinitas costituisce solo uno degli elementi della legittimazione, senza sostituire la prova del pregiudizio.

(Da QG, Giovedì 7 Gennaio)