Dopo la pronuncia della Corte di giustizia UE sulla legittimità dell’art. 15-bis del DL 4/2022 sugli extraprofitti delle rinnovabili, la questione torna ora al Tar Lombardia. La Corte ha infatti confermato la sostanziale legittimità della norma, ma ha precisato che la sua applicazione non deve compromettere gli investimenti nel settore delle energie rinnovabili. Per questo motivo gli operatori cercheranno di dimostrare davanti al tribunale amministrativo che il meccanismo di recupero degli extraprofitti (“claw back”) ha inciso negativamente sulla capacità di investimento e, in alcuni casi, sulla stessa sostenibilità economica delle imprese.
La vicenda riguarda oltre 3.000 produttori e un recupero stimato dal Gse di quasi 2 miliardi di euro, che si aggiungono ai 2,5 miliardi già incassati. Il Gestore dei servizi energetici ha iniziato a richiedere la restituzione delle somme agli operatori, trattenendo progressivamente fino al 30% degli incentivi, invece del 100%, per evitare di mettere in difficoltà le aziende pur continuando ad applicare la legge. Secondo l’amministratore delegato Vinicio Vigilante, gli operatori avrebbero dovuto iniziare ad accantonare le somme dopo la decisione della Corte UE.
Il presidente del Tar Milano ha indicato la possibilità di fissare entro luglio le udienze pubbliche per quattro giudizi pilota. Tuttavia, rimane l’incertezza legata alla decisione del Consiglio di Stato, attesa il 31 marzo, sull’eventuale rinvio di ulteriori quesiti alla Corte di giustizia UE, circostanza che potrebbe allungare i tempi.
Nel frattempo, il Gse continua a richiedere il pagamento degli importi, concedendo solo la possibilità di rateizzazione, ma con saldo comunque entro la fine dell’anno. Secondo Germana Cassar (DLA Piper), questo approccio è eccessivamente rigido e potrebbe causare danni gravi soprattutto ad aziende agricole e Comuni, che in molti casi devono affrontare interventi di ammodernamento degli impianti senza incentivi.
Gli operatori stanno quindi valutando istanze di sospensione delle ingiunzioni di pagamento, anche se il Tar ha invitato a presentarle solo in presenza di un concreto rischio di insolvenza, ricordando che il Gse è un ente solvibile e che eventuali somme versate potrebbero essere restituite.
Le associazioni di settore restano critiche: Assoidroelettrica annuncia la prosecuzione dei ricorsi, sostenendo che il provvedimento abbia penalizzato gli operatori idroelettrici già colpiti da siccità, costi di sbilanciamento e canoni elevati. Federidroelettrica, invece, propone l’apertura di un tavolo di confronto con il Gse per cercare una soluzione condivisa.
In ogni caso, la questione appare destinata a proseguire ancora a lungo nelle sedi giudiziarie.
(da QE, venerdì 6 marzo 2026)
A.2 Aree idonee Fer, Emilia-Romagna: “Il progetto di legge sarà approvato il 28 aprile”
Verrà discusso presso la Giunta Regionale dell’Emilia-Romagna il progetto di legge per l’individuazione delle aree idonee Fer, che verrà poi approvato dall’assemblea nella seduta del 28 aprile.
Il precedente provvedimento legislativo sul tema era stato presentato a maggio dell’anno scorso e nel frattempo sono arrivate nuove norme nazionali in materia introdotte dal decreto 175/2025 convertito nella legge n. 4/2026.
“Il valore aggiunto” della nuova proposta di legge regionale, ha aggiunto l’assessore, “è legato all’autoconsumo del sistema delle imprese. Intorno alle aree buffer già individuate stiamo provando a inserire un provvedimento che spinga il nostro sistema delle imprese. Vogliamo costruire un provvedimento accompagnato anche da finanziamenti”.
Quanto alle misure per l’agrivoltaico, il provvedimento “individuerà con una seconda delibera di Giunta le modalità con cui dovranno essere prodotte le perizie asseverate”.
nel provvedimento sulle aree idonee Fer rientreranno anche data center e FV flottante.
(QE, 6 marzo 2026)
A.3 Il D.Lgs Greenwashing in Gazzetta Ufficiale
Il D.Lgs. n. 30 del 20 febbraio 2026, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 9 marzo, attua la direttiva UE 2024/825 volta a rafforzare la tutela dei consumatori nella transizione verde e a contrastare le pratiche commerciali sleali, in particolare il fenomeno del greenwashing.
Il decreto, composto da tre articoli e un allegato, modifica il Codice del consumo (D.Lgs. n. 206/2005) introducendo nuove definizioni, tra cui “asserzione ambientale”, anche generica, “etichetta di sostenibilità” e “schema di certificazione”.
Le novità riguardano soprattutto le pratiche commerciali ingannevoli, le omissioni di informazioni rilevanti e gli obblighi informativi nei contratti con i consumatori. L’allegato contiene inoltre un avviso armonizzato sulla garanzia legale di conformità e un’etichetta armonizzata sulla durabilità dei prodotti. Il decreto legislativo entrerà in vigore il 24 marzo 2026, mentre le nuove disposizioni saranno applicabili dal 27 settembre 2026.
(QE, 10 marzo 2026)
B. Varie
* sport
B.1 I Premi sportivi alle Olimpiadi Milano-Cortina 2026 sono esenti dalla ritenuta del 20%
La riforma dello sport ha modificato il regime fiscale dei premi sportivi: dal 1° luglio 2023 essi non sono più considerati redditi da lavoro, non sono soggetti a contribuzione e sono tassati solo con ritenuta alla fonte del 20% a titolo d’imposta ai sensi dell’articolo 30 del DPR 600/1973. Per le Olimpiadi e Paralimpiadi Milano-Cortina 2026, tuttavia, è prevista una disciplina eccezionale: una norma della Legge di bilancio 2025 stabilisce che i premi erogati dal CONI e dal CIP per le medaglie olimpiche e paralimpiche non saranno soggetti alla ritenuta del 20% e saranno completamente esenti da imposte, quindi non dovranno essere dichiarati. Gli importi dei premi restano quelli già previsti per Parigi 2024: 180.000 euro per l’oro, 90.000 per l’argento e 60.000 per il bronzo, mentre per gli atleti paralimpici sono previsti 100.000, 55.000 e 35.000 euro. In via ordinaria, invece, i premi sportivi sono soggetti alla ritenuta definitiva del 20%, non vanno indicati nella dichiarazione dei redditi né nella Certificazione Unica, ma devono essere considerati ai fini ISEE.
(Fiscosport, 06 marzo 2026)