Settimana 31/2026 Rassegna Stampa

A. Energy Law

A.1 Certificati bianchi, pubblicato il decreto che approva la guida operativa

Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) ha pubblicato il decreto che approva la guida operativa dei Certificati bianchi, prevista dal DM del 21 luglio 2025. Il documento è suddiviso in tre parti: chiarimenti operativi per la presentazione dei progetti, 12 allegati settoriali (tra cui uno dedicato ai data center) che indicano gli interventi ammissibili, il consumo di baseline e le modalità di calcolo dei risparmi, e infine indicazioni di dettaglio sui progetti a consuntivo. Confindustria ha espresso soddisfazione per il riconoscimento del ruolo dell’economia circolare nel nuovo impianto normativo. Il vicepresidente di Confindustria ha espresso “particolare soddisfazione per il riconoscimento del ruolo dell’economia circolare “che viene finalmente sancita come uno strumento determinante e integrato per fare efficienza energetica e per accelerare il percorso di decarbonizzazione”.

(QE del 29.07.2026)

A.2 Rinnovabili, il MASE aggiorna il quadro delle valutazioni ambientali sulle rinnovabili

Il MASE ha aggiornato il quadro delle valutazioni ambientali sulle rinnovabili: 17 pronunce di Via nelle ultime tre settimane, di cui 15 positive per oltre 1.250 MW complessivi e 2 negative per 156 MW. Tra i progetti approvati spicca l’agrivoltaico da record della spagnola Solaria, quasi 600 MW da realizzarsi tra i comuni pugliesi di Spinazzola e Minervino Murge, abbinato a 325 MW di accumulo i batteria (Bess) e a un data center da 400 MW: sarebbe il più grande impianto agriFV in sviluppo in Italia. Via libera anche a diversi repowering eolici (Edison Rinnovabili, Erg Wind Energy) e a nuovi impianti agrivoltaici ed eolici in Sicilia e Puglia. Bocciati invece un agriFV in Sardegna da oltre 120 MW e un parco eolico nel Cagliaritano. Esentato dal Via il progetto di cattura CO2 e Dri di Marcegaglia a Ravenna, legato al macro-progetto Callisto di Eni, Snam e Air Liquide.

(QE del 29.07.2026)

A.3 Aree idonee Fer, si muove anche il Veneto

La Giunta veneta ha dato il via libera al disegno di legge sulle ulteriori aree idonee per impianti Fer, ora all’esame del Consiglio regionale. Il testo privilegia superfici già trasformate e infrastrutturate (pertinenze della Superstrada pedemontana, aree portuali e industriali, cave ricomposte) e disciplina anche impianti agrivoltaici, accumuli, elettrolizzatori e impianti a biomassa/biometano. Fissato un tetto dello 0,8% di superficie agricola utilizzata a livello regionale per i nuovi impianti Fer (2% a livello comunale, elevabile al 3% per autoconsumo industriale o comunità energetiche).

(QE del 29.07.2026)

A.4 Aree idonee Fer, in vigore la legge del Piemonte

È entrata in vigore il 28 luglio la legge regionale piemontese sulle aree idonee per gli impianti da fonti rinnovabili, approvata con 26 voti favorevoli e 20 astenuti. Rispetto al testo iniziale della Giunta, il Consiglio ha introdotto alcune novità: apertura al mini-eolico e ai sistemi di accumulo, innalzamento al 3% della quota di Sau comunale utilizzabile per autoconsumo agricolo-industriale o comunità energetiche, eliminazione del vincolo sulle aree entro 350 metri dai data center e inserimento delle grandi rotatorie stradali tra le aree idonee. Previsto inoltre l’obbligo per la Giunta di adottare, entro 240 giorni, gli indirizzi localizzativi per gli accumuli elettrochimici non integrati, oltre a maggiori dettagli sui controlli comunali relativi all’agrivoltaico.

(QE del 29.07.2026)

B. Varie

B.1. Riconoscimento cittadinanza italiana per i soggetti bipolidi

Con sentenza numero 24045/2026, pubblicata il 26.07.2026, la Corte di Cassazione (Sezioni Unite Civili) si è pronunciata su un ricorso presentato, prima della riforma sulla cittadinanza approvata con D. L. 36/2025 e convertito in legge n. 24/2025, da un cittadino venezuelano iure soli, dalla moglie e dai figli per il riconoscimento della cittadinanza italiana iure sanguinis. Nel caso di specie, il soggetto venezuelano era nato all’estero da madre italiana, ottenendo la cittadinanza estera iure soli; la madre si era naturalizzata venezuelana, rinunciando alla cittadinanza italiana, quando il figlio era ancora minorenne. La Corte di Cassazione ha chiarito che nelle suddette fattispecie trova applicazione l’art. 7 della L. 555/1912 e non l’art. 12 della medesima legge. Mentre infatti l’art. 7 trova applicazione per il bipolide di diritto, che abbia acquistato a titolo originario tanto la cittadinanza italiana iure sanguinis quanto quella dello Stato di residenza iure soli e si caratterizza per il fatto che la perdita della cittadinanza italiana necessita di una scelta volontaria e consapevole; l’art. 12 L. 555/1912 trova invece applicazione non per il bipolide per nascita, ma “per chi abbia, al momento della perdita della cittadinanza italiana da parte del genitore titolare della relativa potestà, la sola cittadinanza italiana”. Di conseguenza, la Cassazione ha chiarito che “ai sensi dell’art. 7 l. 555/1912, il minore non emancipato, nato all’estero da cittadino o cittadina italiano in uno Stato di residenza ove la cittadinanza si acquisti a titolo originario per effetto dello ius soli, è bipolide di diritto dalla nascita e conserva la cittadinanza italiana anche in caso di naturalizzazione o perdita della stessa da parte del genitore cittadino italiano”.