A.1 Nucleare: la delega al Governo è legge
Il Senato ha approvato in via definitiva il disegno di legge delega sul nucleare, con 81 voti favorevoli, 51 contrari e 7 astensioni, dopo un percorso parlamentare segnato da numerosi rinvii rispetto ai tempi originariamente auspicati dal Governo, che sperava di chiudere l’iter prima della pausa estiva. Il testo era stato licenziato senza modifiche dalla commissione Ambiente di Palazzo Madama rispetto alla versione già approvata dalla Camera a inizio giugno. Il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica ha definito l’approvazione “una giornata storica per l’Italia”, sottolineando come il nucleare, insieme alle rinnovabili, possa contribuire a rendere il Paese più sicuro, indipendente e competitivo sul piano energetico. Il ministro ha annunciato che il prossimo passo sarà la redazione dei decreti attuativi, che il Governo intende presentare entro la fine dell’anno per dare concreta applicazione alla legge. Tra i temi ancora da definire c’è l’assetto della futura autorità per la sicurezza nucleare, con un gruppo di lavoro al vaglio dell’ipotesi che questa nuova agenzia assorba le competenze e il personale dell’attuale ISIN. Il ministro ha comunque precisato che, a suo avviso, la questione se si tratti di un assorbimento o di un ampliamento dell’ente esistente non è di per sé rilevante ai fini del risultato finale.
(QE del 23.09.2026)
A.2 FerX, il 30 settembre scade il termine per la qualifica preliminare
Il GSE segnala che il 30 settembre rappresenta la scadenza ultima per inoltrare la richiesta di qualifica preliminare necessaria a partecipare alla prima procedura a regime del meccanismo FerX, il cui esito è atteso per dicembre. La domanda deve essere presentata attraverso l’apposito portale telematico dedicato, seguendo le regole operative pubblicate dal Gestore nel mese di agosto. Un passaggio obbligato della procedura è il pagamento degli oneri istruttori: solo dopo aver completato la pratica fino allo step finale viene generata la fattura da saldare, e solo dopo la verifica dell’avvenuto pagamento la richiesta di qualifica può essere effettivamente inviata. Questa fase di accertamento del pagamento, avverte il GSE, può richiedere fino a due giorni lavorativi. Proprio per questo motivo il Gestore raccomanda agli operatori interessati di non aspettare l’ultimo momento, ma di avviare l’intero iter, compreso il versamento degli oneri, entro il 28 settembre. In questo modo si eviterebbe il rischio di non riuscire a completare in tempo utile tutti i passaggi tecnici necessari per l’abilitazione all’invio della domanda entro la scadenza del 30 settembre, restando comunque salvi eventuali casi di sospensione dei termini per richieste di integrazione documentale.
A.3. L’inflazione energetica in Italia sale al 17,1%, nuovi rischi in autunno
Ad agosto 2026 l’inflazione generale italiana è salita al 3,3% dal 2,9% di luglio, spinta soprattutto dal comparto energetico, il cui indice dei prezzi ha raggiunto il 17,1%, il valore più alto degli ultimi 42 mesi. A trainare i rincari sono stati in particolare i carburanti, con il gasolio che ha accelerato bruscamente e la benzina che ha visto la propria crescita raddoppiare in un solo mese, mentre anche le bollette di gas ed elettricità hanno segnato aumenti a doppia cifra. Nel confronto europeo l’Italia risulta tra i paesi più colpiti insieme alla Spagna, con la Francia poco dietro e la Germania invece meno esposta. Un dato singolare riguarda gli Stati Uniti, dove nei mesi della crisi i prezzi dell’energia sono saliti ancora di più che in Europa, pur restando su livelli assoluti inferiori. Per l’autunno lo studio individua diversi fattori di rischio: le scorte di gas europee sono sotto la media stagionale, le esportazioni di diesel dal Golfo sono calate per le tensioni a Hormuz e nel Mar Rosso, e la raffinazione russa è indebolita dagli attacchi ucraini. Nello scenario peggiore elaborato dalla BCE, l’inflazione energetica nell’area euro potrebbe salire ulteriormente nell’ultimo trimestre dell’anno.
(QE del 22.09.2026)
B.1. EU Kids Act: Proposta della Commissione europea
La Commissione europea ha presentato il 17 settembre 2026 l’EU Kids Act – Keeping Internet Digital Spaces Accountable and Trustworthy, una proposta legislativa per rafforzare la tutela dei minori online. Il sistema proposto dovrebbe basarsi sui seguenti quattro pilastri: introduzione progressiva ai social media, safety by design, age assurance e responsabilità genitoriale, enforcement rafforzato. Il testo della proposta introduce un sistema a fasce d’età: divieto assoluto di accesso ai social per gli under 13, account limitati e supervisionati dai genitori o tutori tra i 13 e i 14 anni, con un determinato tetto di utilizzo, e piena autonomia solo dai 15 anni in su, pur mantenendo alcune tutele fino alla maggiore età. La novità principale rispetto ai precedenti tentativi europei è che le regole riguardano, per la prima volta, anche i chatbot e gli AI companion. Il principio cardine è quello della sicurezza fin dalla progettazione: sarà onere delle piattaforme dimostrare che i propri servizi sono adeguati all’età degli utenti, riducendo meccanismi che favoriscono un uso compulsivo. È inoltre prevista una verifica dell’età tramite strumenti certificati a livello europeo, pensati per limitare la raccolta di dati personali.
(Diritto.it del 21.09.2026)